Il salotto del 25 Giugno – Con la partecipazione di Carlo Monticelli Cuggiò

Sabato 25 giugno 2016, in casa del M° Marcella Crudeli, si è tenuto l’ultimo salotto della stagione 2015/2016 in gran parte dedicato alla cultura napoletana.

Dopo il consueto saluto della squisita padrona di casa, il compito di “rompere il ghiaccio” è toccato al giovane soprano Jaeryang Kim che, accompagnata al pianoforte dal M° Marco Valdarchi,  ha aperto il salotto sulle note dell’aria “In uomini, in soldati” tratta da “Così fan tutte” di W.A. Mozart; un’opera tra le più classiche del geniale compositore nella quale il sentimento amoroso letteralmente “si gioca” tra inganni e travestimenti sull’onda dell’eterna schermaglia fra i mondi maschile e femminile .

A seguire,  la promettente Jaeryang ha eseguito l’ aria “Una voce poco fa” tratta da “Il barbiere di Siviglia” di G. Rossini, Opera buffa di fama mondiale, che fu incredibilmente fischiata durante la prima al teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816 a causa del “boicottaggio” messo in atto dai sostenitori del compositore G.Paisiello il quale, nel 1782, mise in scena, per primo, il suo Barbiere. Un’ Opera in cui torna un aspetto dell’amore, quello dell’anziano (nella figura di Don Bartolo) verso una giovane (Rosina) cui viene negata ogni libertà in nome dell’interesse economico: la problematica, che ha attraversato tutte le epoche, trova nel Barbiere soluzione nelle strategie e nelle incredibili invenzioni di Figaro in favore dei giovani amanti (Rosina e Lindoro).

Il programma è proseguito con l’intervento della poetessa di origine napoletana Maria Francesca Mainieri che con grande coinvolgimento emotivo ha letto un brano tratto dal suo libro “Direzione Nord”: “Teresa, cento chili di Sud” e declamato due delle sue poesie in vernacolo: “O tiempo e ‘na vota” e “A famiglia”.

Una finestra sul suo mondo interiore, ricco di ricordi, a volte sorridente a volte velato di malinconia dal quale emergono antichi e mai soppiantati valori e la fatica di chi, in possesso di radici profonde, cerca di comprendere i molteplici e rapidi cambiamenti della società in cui vive.

Il canto torna poi protagonista con l’esecuzione, da parte del soprano Eun Hye Lee, accompagnata al pianoforte anche lei dal M° Valdarchi, di tre arie: “Morgan” di R. Strauss, “Nuit d’etoiles” di C. Debussy e “Colombetta” di A. Buzzi-Peccia. La brava interprete coreana ha intrattenuto i presenti con voce sicura dando prova di notevole preparazione attraverso l’ interpretazione  dei brani nelle tre lingue originali.

Siamo sul finire degli anni ’20.

L’automobile si sta affermando anche in Italia come l’oggetto che caratterizzerà tutto il ventesimo secolo.

E’ il simbolo della velocità, osannata dal futurismo, dell’indipendenza , soprattutto femminile, di un generale aumentato benessere.

D’Annunzio la idolatra, Giovanni Agnelli, Benito Mussolini, le Mille Miglia e Tazio Nuvolari fanno il resto…

Occorrono strade e soprattutto garages nel centro delle grandi città, come Parigi o New York, già dense di molte decine di migliaia di vetture.

Ed ecco che nel 1928 la società Italo Americana Petroli, l’attuale Esso, fondata a Venezia nel 1891 e la Fiat, al 50% ognuna, decidono di costruire (e lo faranno in pochi mesi!) un grandioso edificio nel centro di Roma (in Piazza Verdi, di fronte al Poligrafico di Stato) con ben 1000 box auto, serviti di ogni confort e attrezzatura, con stupefacenti rampe elicoidali concentriche per l’accesso e l’uscita indipendenti e con una pista di prova sul tetto come al Lingotto di Torino.

Giovanni Gabrielli che ha servito il Gruppo Esso per 30 anni, dal ’61 al ’91, ci ha raccontato tutto questo documentandolo sulla base degli atti societari da lui custoditi e visionati, incluse le belle immagini, consegnate in copia ai presenti, tratte da foto e pubblicazioni d’epoca che più delle parole hanno reso l’idea dell’impresa.

La crisi successiva al ’29, la Guerra e il sequestro dei beni di soggetti appartenenti a nazioni belligeranti avverse porteranno alla decadenza del manufatto (divenuto nel frattempo tutto della Esso) e l’ottusa miopia urbanistica del dopo guerra alla sua demolizione “ab imis fundamentis” dopo la vendita dei primi anni ’60, per far luogo a una dozzinale sede in vetro di altri uffici, poi abbandonati, e ancora dopo alla devastazione totale della piazza che conosciamo.

Roma, la città “più completa nel tempo” che esista, non deve tutto quello che di grande e di bello è solo alle rovine imperiali, al paleocristiano o al barocco ma è anche la Roma umbertina quella di Gino Coppedè o di Brasini, di Koch, quella preconizzata dalle piazze di De Chirico poi scolpite nell’Eur e quindi ben meritava di conservare questo solido e imponente documento industriale che invece possiamo ricordare solo indirettamente.

E allora, come una famiglia ricorda una cara nonna con uno scialle, un ventaglio o un pettinino, così gli appassionati, romani e non, incluso Giovanni Gabrielli, conservano ancora funzionanti alcune di quelle macchine che lì entrarono e girarono sul tetto: volenterosi conservatori pro tempore di memorie, convinti che una civiltà esista e resista solo tramandando le proprie opere di generazione in generazione.

Per chiudere, la spumeggiante performance del M° Carlo Monticelli Cuggiò, concertista di chiara fama e profondo conoscitore ed estimatore dell’antica canzone napoletana, che ha accompagnato i presenti in un viaggio alla scoperta non solo dell’aspetto musicale dell’animo partenopeo, alternando le sempre personali interpretazioni pianistiche, al racconto di brevi aneddoti che hanno ispirato la composizione dei testi dei brani.

Ha eseguito: “Era di maggio” di S. Di Giacomo – P.M. Costa, “Pescatore e’ Pusilleco” di E. Murolo – E. Tagliaferri, “I’ te vurria vasà” di V. Russo – E Di Capua, “A vucchella” di G. D’Annunzio – F.P Tosti,  “O surdato   ‘nnammurato” di A. Califano – E. Cannio, “Fenesta vascia” di G. Genoino – G. Cottrau, “Reginella” di L. Bovio – G. Lama, “‘O sole mio” di G. Capurro – E. Di Capua, “Torna a Surriento” di G. De Curtis – E. De Curtis.

Il salotto si è concluso con l’arrivederci alla nuova stagione che vede già impegnata il M° Crudeli nell’organizzazione del XXVI Concorso Pianistico Internazionale “Roma” che si svolgerà nel prossimo mese di novembre.

Linda Farina